6. Innovazione 2021

Obiettivo del 1° BANDO 2021 di Fondazione VRT era quello di agevolare, incentivare ed implementare l’applicazione di tecnologie, brevetti, invenzioni, ritrovati medici e scientifici, know-how e competenze sviluppati nell’Università di Trento e negli altri Centri di Ricerca Trentini. Particolare attenzione era rivolta ai progetti con governance femminile.

Pubblicazione del bando: 22 gennaio 2021

Scadenza presentazione progetti: 12 febbraio 2021

Progetti selezionati

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CASPER

Proponente: Chiara La Tessa/Dipartimento di Fisica/ UNITN

Inizio progetto: 1 marzo 2021

Termine progetto: 30 settembre 2021

Il progetto CASPER ha come obiettivo la costruzione di un fantoccio modulare in grado di simulare diverse regioni anatomiche del corpo umano, per applicazioni in radioterapia con protoni. CASPER sarà composto da sequenze di strati di materiale che simulano i principali tessuti (osso, cartilagine, tessuto molle, etc.), muniti di alloggiamenti personalizzati per accogliere diversi tipi di rivelatori di radiazione. Utilizzando il fantoccio, si potrà ottenere una caratterizzazione completa ed accurata del campo di radiazione che investe non solo il tumore ma anche i tessuti sani circostanti. Queste informazioni di quantità e qualità della radiazione sono fondamentali per prevederne gli effetti collaterali, quali ad esempio l’insorgenza di tumori secondari.

Impatto previsto: Sulla base dei dati esistenti, si stima che il numero di nuovi casi di neoplasie diagnosticati nel 2021 è circa 400.000. Nelle donne, la neoplasia più frequente è quella alla mammella (circa il 30% delle pazienti). I tumori ai polmoni rappresentano circa il 14% negli uomini (il secondo più frequente dopo il tumore alla prostata) e il 7% nelle donne. Inoltre, le neoplasie del sistema nervoso centrale (SNC) rappresentano il secondo tumore pediatrico dopo le leucemie e il tumore solido più frequente nell’infanzia, pari a circa il 25% di tutti i tumori in età pediatrica. La protonterapia è stata riconosciuta come uno strumento fondamentale per cura di tutti questi tipi di tumori. Per verificare e ottimizzare i piani di trattamento erogati, vengono spesso impiegati dei fantocci che simulino l'anatomia umana. Tuttavia, i fantocci attualmente disponibili sul mercato sono ottimizzati per ospitare un singolo tipo di rivelatore di radiazione e in posizioni limitate, pertanto non sono adattabili a tutte le esigenze cliniche. Le caratteristiche di CASPER permetteranno di utilizzarlo sia nell’ambito della ricerca applicata e di base, che in quello clinico, con effetti tangibili sulla pratica di validazione quotidiana del trattamento di pazienti oncologici. CASPER permetterà di studiare la quantità e qualità della radiazione che investe non solo il tumore ma anche i tessuti sani circostanti sia nella regione encefalica che addominale, che includono la maggior parte dei tipi di neoplasie esistenti. Le informazioni di quantità e qualità della radiazione sono fondamentali per prevederne gli effetti collaterali, quali ad esempio l’insorgenza di tumori secondari. L’ottimizzazione di questa tecnica contribuirà a migliorare la qualità dei trattamenti oncologici radianti, sia in termini di successo degli stessi che in qualità della vita. Questo risultato aiuterà in particolare a valorizzare la realtà del Centro di Protonterapia di Trento, che ha già ottenuto riconoscimenti nazionali ed internazionali.

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ReCoRD

Proponente: Costanza Papagno (referente), Alessandra Dodich (CIMeC),

Francesco De Natale, Nicola Conci (DISI), Università di Trento

Inizio progetto: 15 marzo 2021

Termine progetto: 30 settembre 2021

Nel 45% dei casi l'ictus comporta disturbi afasici del linguaggio, che hanno il maggior impatto negativo sulla qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, il trattamento produce buoni risultati purché sia continuativo e intenso, obiettivo complicato da raggiungere nelle attuali condizioni del sistema sanitario. Perciò abbiamo deciso di sviluppare un applicativo che permetta il trattamento a distanza dei deficit semantico-lessicali con numerosi vantaggi in termini di economicità rispetto ad approcci in presenza.

Impatto previsto: 1-2 (pilota)

Impatto raggiunto: da 5 a 10 pazienti

Impatto futuro: Considerando che l'incidenza di ictus nella provincia di TN è di circa 1000-1200 nuovi casi l'anno e che l'afasia residua nel 48% di questi, si possono considerare 500 casi l'anno. Stimiamo che 100-150 pazienti potrebbero beneficiare del trattamento.

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3D bioprinting: rigenerazione di tessuti e organi, e nuove potenzialità per l'industria biomedica

Proponente: Capo Progetto: Yuejiao Yang,

Membro del team: Antonella Motta, Claudio Migliaresi, Devid Maniglio, BIOtech research center, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università degli Studi di Trento

Inizio progetto: 1 marzo 2021

Termine progetto: 30 settembre 2021

Scopo del progetto è la realizzazione di un tessuto corneale completo mediante la tecnica del bioprinting, un’innovativa tecnica di stampa 3D che permette la deposizione controllata di cellule incorporate in speciali composizioni di polimeri (bioinks) capaci di permettere la crescita e la maturazione di un tessuto di cornea funzionale e vitale che possa sostituire una cornea danneggiata o malata.

Video: 3D Bioprinting | Cos'è?

Impatto previsto: La ricaduta principale della tecnologia è indirizzata verso le patologie degenerative della cornea, tra cui quella principale è il cheratocono. Quest'ultima è una patologia oculare che incide in Italia con una frequenza di 54,5 casi ogni 100 mila abitanti. Potenzialmente la tecnologia proposta può permettere di trattare i casi per cui non è disponibile un tessuto derivante da trapianto.

Impatto raggiunto: Al termine del progetto la tecnologia dovrà essere sottoposta a validazione farmaceutica. Non è atteso un impatto immediato.

Impatto futuro: Potenzialmente, quando messa a punto e validata, la tecnica è potenzialmente in grado di risolvere tutte le problematiche degenerative della cornea, con eguale impatto locale che nazionale.

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Screening diagnostico per malattie neurodegenerative

Proponente: Associazione Alzheimer Trento; ARISLA; AISLA; giornali locali

Inizio progetto: 1 marzo 2021

Termine progetto: 30 settembre 2021

Al momento della diagnosi, un paziente affetto da una malattia neurodegenerativa perde tutte le speranze. Ad oggi si continua a morire inesorabilmente di malattie neurodegenerative; si muore dopo pochi o tanti anni di disabilità a seconda della malattia, con un costo di rilievo per le famiglie e la sanità pubblica. Rispetto alla ricerca in ambito tumorale non ci sono biomarcatori precoci. Un paziente con malattia neurodegenerativa riceve la diagnosi quando ormai i sintomi sono evidenti, e la prognosi non è mai molto attendibile riguardo ai tempi di progressione della malattia stessa, aggiungendo frustrazione. In questi anni, in collaborazione con altri gruppi al Dip. CIBIO, l’Istituto Mario Negri (Milano), l’Università di Padova e molti neurologi sia a Trento che in tutta Italia, abbiamo sviluppato un protocollo che permette di misurare le caratteristiche delle vescicole extracellulari (EV) nel plasma dei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Le EV sono entità lipidiche e nanoscopiche che vengono rilasciate da tutte le cellule dell’organismo. Abbiamo decodificato le informazioni derivanti da queste piccole particelle lipidiche circolanti nel sangue e abbiamo capito come distinguere questi pazienti da altri affetti da diverse malattie nervose e muscolari (distrofie muscolari e malattia di Kennedy). I dati raccolti con questa caratterizzazione mostrano che le EV di pazienti SLA hanno un profilo di dimensioni diverso da controlli sani e da pazienti affetti da distrofie muscolari o malattia di Kennedy, che ad una prima visita neurologica possono venire confusi nella diagnosi. Quello che manca nel nostro campo e che proponiamo qui di sviluppare è un sistema che determini quante EV di origine neuronale ci siano nel sangue. Il nostro sistema nervoso è composto principalmente da cellule neuronali e gliali ed è protetto dal resto del corpo da una barriera ematoencefalica. Se la barriera è danneggiata, come nelle malattie neurodegenerative, è molto probabile che le EV prodotte da cellule del sistema nervoso centrale vengano rilasciate anche nel sangue periferico. Se identifichiamo questi marcatori, possiamo quantificare il numero di EV di origine nervosa rispetto al totale delle EV e capire se la persona in analisi possa beneficiare di una visita specialistica da un neurologo. Questo progetto è proposto in collaborazione con la Dott.ssa Tanel all’Ospedale Santa Chiara, e utilizzerebbe campioni di fluido cerebrospinale (CSF) e plasma di pazienti con malattie neurodegenerative e controlli sani, con protocollo approvato dal Comitato Etico dell’Ospedale in data 7 luglio 2019, e quindi ad oggi attivo. Ci avvarremo anche della collaborazione con la Dott.ssa Tosatto, CNR Trento, vincitrice del bando postdoc Caritro 2017, sfruttando al meglio le sue competenze biofisiche. Si segnala che anche il nostro Team al Dip. CIBIO presenta un'attuale vincitrice della borsa postdoc Caritro 2020, Alice Migazzi, rispettando in pieno la governance femminile invitata nel bando.

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Sull'autismo: Paola Venuti

Sulle tecnologie: Nicola De Pisapia

EXTRA - Exploiting eXTended Reality to explore digital therapies with ASD adolescents.

Proponente: Arianna Bentenuto, Giulio Bertamini, Nicola De Pisapia, Silvia Perzolli, Paola Venuti

Inizio progetto: 15 marzo 2021

Termine progetto: 30 settembre 2021

Impatto previsto: L'aspettativa è che circa 30 persone con ASD prenderanno parte alla sperimentazione preliminare, con l'ovvio coinvolgimento delle rispettive famiglie.

Impatto raggiunto: Il progetto è attualmente in corso, non è pertanto ancora possibile fare una valutazione dell'impatto raggiunto.

Impatto futuro: L'aspettativa è che un centinaio di persone con ASD possano beneficiare dei risultati del progetto, con l'ovvio coinvolgimento delle rispettive famiglie.